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Ponte San Giovanni · Pieve di Campo

Ipogeo dei Volumni: la tomba etrusca di Ponte San Giovanni

L'Ipogeo dei Volumni e la Necropoli del Palazzone sono tra i siti etruschi più importanti d'Italia, a pochi passi da Ponte San Giovanni. Scopri la storia della famiglia Volumni e cosa vedere.
Interno dell'Ipogeo dei Volumni: urne etrusche in tufo, Ponte San Giovanni, Perugia

A pochi minuti dal centro di Ponte San Giovanni, quasi nascosto sotto un prato in Via Assisana, si apre uno dei siti etruschi meglio conservati d’Italia. L’Ipogeo dei Volumni e la Necropoli del Palazzone sono un complesso funerario risalente al II-I secolo a.C.: quasi 200 tombe, di cui una — quella della famiglia Velimna, latinizzata in Volumni — perfettamente conservata nel suo assetto originale, con le urne cinerarie ancora al loro posto dopo oltre duemila anni. Non si tratta di una ricostruzione: ciò che si vede è esattamente com’era quando la tomba fu sigillata per l’ultima volta.

Il contesto: Ponte San Giovanni al confine tra Etruschi e Umbri

Per capire perché questo sito si trova proprio qui bisogna tornare alla geografia politica dell’Italia pre-romana. Il Tevere era, in età etrusca, il confine naturale tra il territorio controllato da Perusia — l’odierna Perugia, una delle dodici città-stato della Lega etrusca — e quello degli Umbri, sulla sponda orientale del fiume. Ponte San Giovanni era il punto di attraversamento, il varco, il luogo dove i due mondi si toccavano.

Questa posizione di confine rendeva il territorio di grande importanza strategica e commerciale. Le famiglie aristocratiche perugine che si arricchivano lungo la via fluviale costruirono qui le loro tombe di rappresentanza: l’Ipogeo dei Volumni è la più sontuosa di quelle che ci siano pervenute.

La famiglia Velimna e la tomba ipogea

La tomba principale è un ipogeo a camera multipla scavato nel tufo, accessibile tramite un dromos — un corridoio d’ingresso in discesa — lungo diversi metri. L’interno riproduce la planimetria di una casa etrusca aristocratica: un atrio centrale (tablinum) dal quale si aprono le camere laterali riservate ai diversi rami della famiglia. Non è una scelta casuale: per gli Etruschi la morte non era una rottura con la vita, ma la sua continuazione in un’altra forma, e la tomba doveva rispecchiare la casa dei vivi.

Sulle pareti e sul soffitto sono ancora visibili decorazioni in stucco che imitano elementi architettonici — travi, cassettoni, nicchie — e figure di divinità infere, tra cui Charun (l’equivalente etrusco di Caronte) e Vanth, la dea alata della morte. Al centro dell’atrio è collocata l’urna del capostipite, Arunte Volumni, con la sua figura semi-sdraiata sul coperchio secondo la tipica iconografia etrusca del defunto a banchetto. Intorno, le urne dei discendenti, alcune in travertino, altre in terracotta dipinta, con iscrizioni in lingua etrusca ancora perfettamente leggibili.

La famiglia Velimna è documentata in questa tomba per almeno sei generazioni, dall’II al I secolo a.C. — un arco temporale che copre il progressivo processo di romanizzazione dell’Umbria e la trasformazione di Perusia in municipium romano.

La Necropoli del Palazzone

L’ipogeo dei Volumni non è isolato: attorno ad esso si estende la Necropoli del Palazzone, un vasto campo funerario con quasi 200 tombe di tipologie diverse — a pozzetto, a fossa semplice, a camera — che documentano la vita funeraria della comunità perugina dall’VIII al I secolo a.C. Le tombe più antiche risalgono all’età del ferro; le più recenti sono già in parte romanizzate nelle forme e nei materiali.

La necropoli si estende in superficie su un’area verde tranquilla, accessibile come parte del percorso di visita. Non è il tipo di sito in cui ogni passo rivela un monumento spettacolare: è piuttosto un paesaggio funerario da leggere con calma, capendo come una comunità ha occupato questo territorio per quasi un millennio.

L’Antiquarium: il museo del sito

Adiacente all’ingresso del sito si trova l’Antiquarium, il piccolo museo che raccoglie i materiali provenienti dagli scavi della necropoli: urne cinerarie, corredi funerari, ceramiche bucchero, oggetti in bronzo e in oro, strumenti del lavoro quotidiano. Il recente restauro finanziato con fondi PNRR — un investimento da 2,2 milioni di euro — ha permesso un completo riallestimento con nuovi percorsi tematici: uno dedicato all’uso dei colori nella cultura etrusca, uno all’artigianato, uno ai rituali funebri, uno alla vita quotidiana. Il risultato è un museo molto più leggibile e coinvolgente rispetto all’allestimento precedente, con pannellistica aggiornata e un apparato multimediale che aiuta a contestualizzare i reperti.

Come arrivarci

Il sito si trova in Via Assisana, Ponte San Giovanni — praticamente in paese, raggiungibile a piedi dal centro in una ventina di minuti o in auto in meno di cinque. La segnaletica lungo la statale Assisana indica chiaramente l’ingresso. È disponibile un piccolo parcheggio all’esterno del sito.

N.B: al momento il sito archeologico è chiuso per lavori di restauro.

Per orari, tariffe e informazioni aggiornate:
Tel: 075 397969 / 075 393329
Sito: musei.umbria.beniculturali.it

 

© WikiCommons (Author: HBuyse)

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