Nel 1202, su questi campi ai bordi del Tevere, si combatté la Battaglia di Collestrada: un piccolo scontro militare tra le milizie di Assisi e quelle di Perugia che, nei secoli successivi, avrebbe assunto un significato enorme. Tra i soldati catturati quel giorno c’era un giovane ventenne di nome Giovanni di Pietro di Bernardone — che il mondo avrebbe conosciuto come Francesco d’Assisi. Quello che accadde in quelle settimane avrebbe cambiato la storia del cristianesimo.
Il contesto: la rivalità tra Assisi e Perugia
Per capire la Battaglia di Collestrada occorre ricordare il clima politico dell’Italia medievale. Nel 1202, Assisi e Perugia erano due Comuni in ascesa, rivali per il controllo del territorio nella valle del Tevere. La causa immediata dello scontro fu una disputa tra la nobiltà locale — i maiores — e la classe mercantile e artigiana — i minores — in cui Perugia aveva sostenuto i nobili fuoriusciti da Assisi, provocando la reazione militare del Comune assisiate.
Francesco, figlio del ricco mercante di stoffe Pietro di Bernardone, apparteneva alla classe dei minores in ascesa. Eppure scelse di arruolarsi nella cavalleria assisiate — l’arma dei nobili, non dei mercanti — attratto dall’ideale cavalleresco e dal desiderio di gloria militare che caratterizzava la cultura del suo tempo. Era un giovane brillante, festaiolo, amato dalla sua cerchia di amici; la guerra sembrava l’occasione per affermarsi.
La sconfitta e la prigionia
La battaglia, svoltasi presumibilmente nella piana tra Collestrada e il Tevere, fu una sconfitta netta per gli Assisiati. I morti restarono sul campo; i prigionieri — Francesco tra loro — vennero condotti a Perugia e tenuti in custodia in condizioni difficili per circa un anno. Le fonti francescane riferiscono che Francesco rimase di buonumore anche durante la prigionia, il che gli valse rispetto anche tra i carcerieri. Quando fu finalmente liberato — probabilmente per una malattia grave che lo colpì — tornò ad Assisi fisicamente debilitato.
I biografi e gli storici del francescanesimo considerano quel periodo il vero punto di svolta nella vita di Francesco. L’esperienza della guerra, della sconfitta, della prigionia e della malattia incrinarono in lui l’immagine della gloria terrena che aveva inseguito. Nei mesi successivi cominciarono le visioni, il ritiro spirituale, l’incontro con i lebbrosi — e infine la scelta di abbandonare la ricchezza della famiglia per abbracciare la povertà assoluta. Il resto è storia universale.
Il Castello di Collestrada
Il borgo di Collestrada ha radici ancora più antiche della battaglia. Già nel 1099 esisteva qui un ospedale per lebbrosi dedicato a San Lazzaro — uno dei tanti lebbrosari che punteggiavano le vie di comunicazione medievali, istituiti per isolare i malati e al tempo stesso assisterli con la carità cristiana. Il castello vero e proprio fu eretto nel XIII secolo come presidio difensivo lungo il Tevere, in posizione sopraelevata rispetto alla pianura.
Oggi il borgo è restaurato e ancora cinto dalle sue mura medievali, che conservano torri angolari e l’ingresso originale. All’interno si trova la Cappella di San Francesco, una piccola struttura commemorativa che ricorda il passaggio del Santo in questo luogo. La cappella è stata riconosciuta come Luogo del Cuore dal FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano): una segnalazione che certifica il valore storico, spirituale e affettivo del sito agli occhi della comunità.
La Fonte di San Francesco
Lungo il percorso che da Collestrada scende verso Ponte San Giovanni si trova la Fonte di San Francesco, una fontana medievale restaurata nel 2015 grazie a un intervento di recupero del patrimonio idrico storico locale. La tradizione orale vuole che Francesco si sia fermato qui a dissetarsi prima — o durante — il trasferimento verso la prigionia perugina. Vera o leggendaria che sia, la fonte rappresenta uno dei pochi luoghi materiali legati direttamente alla vicenda di Collestrada, e fa parte del circuito degli itinerari francescani dell’Umbria.
Nel cuore della Via di Francesco
Collestrada si inserisce nella rete della Via di Francesco, l’itinerario di pellegrinaggio e cammino naturalistico che attraversa l’Umbria seguendo i luoghi della vita del Santo. Il cammino collega La Verna (in Toscana) ad Assisi, e da Assisi prosegue verso Roma; lungo il percorso passa per diversi siti legati alla biografia francescana, tra cui Collestrada.
Per chi percorre la Via a piedi o in bicicletta, Collestrada è una tappa dal significato particolare: non è un luogo in cui Francesco fece qualcosa, ma il luogo in cui — secondo gli storici — divenne chi era. L’assenza di monumenti grandiosi è parte del fascino del posto: si tratta di un paesaggio ancora riconoscibile, con la pianura, il Tevere e le colline che non sono cambiate in modo radicale rispetto a otto secoli fa.
Come arrivarci e cosa combinare
Collestrada si raggiunge facilmente da Ponte San Giovanni in pochi minuti in auto, percorrendo la strada Assisana e imboccando la deviazione indicata. Il borgo è visibile in alto sulla destra; si parcheggia ai piedi delle mura. La visita si combina bene con quella all’Ipogeo dei Volumni, anch’esso lungo la Assisana, per un itinerario di mezza giornata tra storia etrusca e medievale alle porte di Perugia.