Ogni estate, nella frazione di Sant’Egidio — a pochi chilometri da Ponte San Giovanni — si rinnova uno degli appuntamenti enogastronomici più longevi e autentici dell’area perugina. La Sagra della Torta al Testo cotta sotto la cenere è attiva dal 1974 e conta ormai più di cinquanta edizioni: un traguardo che, nel mondo delle sagre di paese dove le iniziative nascono e muoiono nel giro di qualche anno, ha un significato preciso. Significa che la comunità vuole ancora farlo, anno dopo anno, e che il pubblico continua a venire.
La torta al testo: cos’è e perché è speciale
La torta al testo è il pane della tradizione contadina umbra: un disco di pasta non lievitata preparato con farina, acqua, sale e un pizzico di bicarbonato, cotto sul testo — una teglia rotonda e pesante in ghisa o terracotta, scaldata direttamente sulla brace. È il pane di chi non aveva il forno: ogni famiglia lo cuoceva sul focolare domestico, rapidamente, con gli ingredienti sempre disponibili in dispensa.
Ciò che rende del tutto particolare la versione di Sant’Egidio è la cottura sotto la cenere: la torta non viene semplicemente appoggiata sul testo caldo, ma ricoperta con le braci vive e la cenere del fuoco, che la avvolgono e la cuociono anche dall’alto. Il risultato è una crosta esterna più spessa e croccante, un profumo appena affumicato che rimane nel morso, e una morbidezza interna che la cottura su piastra comune non riesce a replicare. È una tecnica che richiede esperienza: bisogna saper leggere il fuoco, capire quando le braci sono alla temperatura giusta, saper regolare la cenere per una cottura uniforme. Non si improvvisa.
La torta al testo fa parte di quel patrimonio gastronomico che l’Umbria condivide — con varianti nel nome e nei dettagli — con le Marche (dove si chiama crescia) e con altri territori dell’Italia centrale appenninica. In Umbria è diventata un simbolo identitario forte: la si trova in ogni sagra, in molti ristoranti, nei forni di paese. Ma non tutte le torte al testo sono uguali, e la cottura sotto la cenere è una specificità che in pochi ancora praticano.
La sagra: come funziona
L’evento si svolge solitamente per circa dieci giorni nel mese di agosto, nelle serate e nei weekend. L’organizzazione è quella tipica delle sagre di comunità: tavoli all’aperto, cucina centralizzata gestita dai volontari, servizio al tavolo. Il menù è volutamente essenziale e fedele alla tradizione: la torta al testo viene preparata al momento — i tempi della cottura sotto la cenere non sono comprimibili — e servita farcita con il companatico della tradizione umbra. Salumi locali (lonza, coppa, salsiccia secca), formaggi freschi e stagionati, salsiccia alla brace, verdure di campo saltate in padella: tutto rigorosamente locale, accompagnato da vino umbro.
L’atmosfera è quella delle sagre vere: rumorosa, famigliare, con i bambini che girano tra i tavoli e i volontari in cucina che lavorano senza sosta. Non è un evento gastronomico raffinato, ma è autentico — e questa autenticità è esattamente ciò che il pubblico cerca.
Chi organizza e perché vale la pena sostenerla
La Sagra è organizzata dall’ASD APS Sant’Egidio, l’associazione sportiva e di promozione sociale della frazione. Come molte sagre di paese in Italia, l’evento non è solo una serata di cibo: è il principale momento aggregativo dell’anno per la comunità locale, la principale fonte di autofinanziamento dell’associazione e un presidio identitario per una frazione che altrimenti rischierebbe di diventare anonima. Partecipare significa anche sostenere il volontariato locale.
Sant’Egidio e i dintorni
Sant’Egidio è una frazione del Comune di Perugia con una storia propria: la chiesa parrocchiale di Sant’Egidio è attestata documentalmente fin dal 1294, e il Castello e torre di Sant’Egidio (XV secolo) fu teatro nel 1416 di una battaglia decisiva per la storia di Perugia, quando Braccio Fortebraccio da Montone sconfisse i Baglioni aprendo la strada alla sua breve ma intensa Signoria sulla città. Il Santuario della Madonna della Villa, sempre a Sant’Egidio, conserva affreschi votivi dal Trecento al Cinquecento che gli storici dell’arte paragonano a una piccola pinacoteca.
Come arrivarci
Sant’Egidio è raggiungibile in auto in circa 10-15 minuti da Ponte San Giovanni, seguendo la statale verso est in direzione Assisi e imboccando la deviazione indicata. Durante il periodo della sagra la segnaletica è potenziata e il parcheggio nelle vicinanze è organizzato dai volontari.
Per informazioni e aggiornamenti sul programma: assegidio.com — pagina Facebook ufficiale